Cosa significa "Nabbo"? Guida definitiva per chi si è appena offeso su internet
Se sei atterrato su questo articolo, le probabilità sono due: o sei un genitore premuroso che ha appena letto la chat di Discord del figlio e teme si tratti di una sostanza stupefacente sintetica, oppure hai appena provato a fare una partita a un qualsiasi gioco online e qualcuno con un nickname tipo xX_GokuDistruttore2011_Xx ti ha urlato questa parola prima di farti esplodere la base.
Mettiti comodo, versa una camomilla: sei nel posto giusto. Scopriamo insieme cosa vuol dire essere un nabbo, da dove arriva questa parola e perché, in fondo, dovresti andarne fiero.
L'albero genealogico: da Shakespeare a Discord
La parola nabbo è il capolavoro finale di una lunga catena di corruzione linguistica operata da generazioni di adolescenti pigri con una tastiera sotto mano.
1. Newbie: termine gergale inglese nato nell'ambiente militare o scolastico nella seconda metà del Novecento per indicare una matricola, una persona appena arrivata, il classico "novellino".
2. Newb / Noob: con l'esplosione dei primi giochi online (come Quake o Unreal Tournament), la parola è stata accorciata per risparmiare preziosi millisecondi mentre si veniva crivellati di colpi.
3. n00b: l'evoluzione in linguaggio Leetspeak (quello dove i numeri sostituiscono le lettere). Aggiungeva una sfumatura dispregiativa: il newbie era il principiante simpatico che voleva imparare; il n00b era quello scarso convinto di avere ragione.
4. Nabbo: l'italianizzazione trionfale. Il dialetto digitale nostrano ha preso la parola, ci ha tolto gli zeri e l'ha trasformata in un sostantivo morbido, quasi affettuoso, che scorre benissimo sulle labbra quando perdi una partita per colpa di un compagno di squadra distratto.
Nabbo vs Pro: come riconoscere la specie sul campo
Essere nabbo non è uno stato civile, è un modo di vivere. Ecco alcuni comportamenti inconfondibili che ti identificano istantaneamente come tale:
- La sindrome della mappa: Il nabbo non guarda la minimappa. Guarda il pavimento per capire se i suoi stivali virtuali sono coordinati con la corazza.
- L'incidente del fuoco amico: Il pro riconosce sagome e alleati al buio; il nabbo, colto da panico improvviso, lancia una granata nell'ascensore dove si trova l'intera sua squadra.
- La spiegazione tecnica delle sconfitte: Il pro dice "ho sbagliato il posizionamento"; il nabbo esclama "questo gioco lagga, il mouse non prende, la sedia è inclinata e mia nonna ha acceso il microonde".
Si può essere nabbi nella vita reale?
Assolutamente sì. Il concetto è ormai evaso dai confini dei videogiochi per contaminare la quotidianità:
- Sei nabbo quando provi a spingere con decisione una porta su cui c'è scritto TIRARE in lettere cubitali dorate.
- Sei nabbo quando metti la moka sul fornello senza aver messo l'acqua sotto, sperando nell'effetto vapore spontaneo.
- Sei nabbo quando compri un mobile svedese, ignori il libretto delle istruzioni proclamando "sono un ingegnere mancato", e ti ritrovi con un comodino che zoppica e tre viti avanzate di cui ignori l'esistenza.
Come uscirne (o perché dovresti restarci)
Tutti sono stati il nabbo di qualcun altro. Anche il giocatore più letale al mondo, prima di inanellare vittorie perfette, ha passato ore a incastrarsi contro gli spigoli delle pareti o a buttarsi nei burroni per vedere se c'era il danno da caduta.
Essere un nabbo significa avere ancora tutto un mondo da scoprire, senza l'ansia da prestazione di chi deve dimostrare qualcosa a sconosciuti dall'altra parte del globo.
La prossima volta che qualcuno ti scrive "mamma mia che nabbo", non risentirti. Rispondigli con grazia: "Sto solo calibrando il terreno per la mia futura ascesa". Poi, possibilmente, evita di lanciare un'altra granata nell'ascensore.